17 leggi statunitensi su crypto contro la banca centrale e la SEC

16.12.2025

Fin dal primo giorno del suo ritorno alla Casa Bianca, a gennaio 2025, Donald Trump ha emanato 26 ordini esecutivi – tra cui 16 provenienti dal "Project 2025" della Heritage Foundation, un think tank libertario di destra – puntando sul controllo statale per rafforzare gli attori privati.

Due giorni dopo, con un altro ordine, è stata istituita la "Digital Assets Working Group", che, sempre per decreto, ha portato a marzo alla creazione di una "riserva strategica di Bitcoin" statale.

Invece di una vera deregolamentazione, l'amministrazione Trump ha utilizzato in modo mirato il potere statale per promuovere Bitcoin e gli attori privati del settore crypto, ad esempio attraverso investimenti pensionistici discutibili, la riqualificazione delle criptovalute come "materie prime digitali" e il divieto delle valute digitali di stato, che serve esclusivamente agli interessi delle lobby.

Dettagli per nerd

Il primo giorno del suo ritorno alla Casa Bianca, a gennaio 2025, Donald Trump ha firmato 26 ordini esecutivi – 16 dei quali provenivano direttamente dal "Project 2025" della Heritage Foundation, un piano strategico di estrema destra per la riorganizzazione dello Stato. Il terzo giorno, il 23.01.2025, ha istituito con un decreto la "Digital Assets Working Group".

Questa ha portato al decreto sulla "riserva strategica di Bitcoin" nel marzo 2025, con cui lo Stato statunitense sostiene indirettamente il tasso di cambio di Bitcoin. A giugno 2025 è seguito un altro ordine esecutivo che prevede investimenti in criptovalute nei piani pensionistici come i conti 401(k), garantendo così a Bitcoin oltre 90 milioni di potenziali acquirenti. Nonostante gli investimenti in Bitcoin non soddisfino i criteri ESG per i fondi pensione, che continuano a investire in modo "verde", lo Stato si oppone alla responsabilità ambientale del settore privato per spingere il valore di Bitcoin.

Nemmeno le altre leggi sulle criptovalute dell'amministrazione Trump possono essere definite deregolamentazione, né sono in linea con la visione di una valuta digitale, decentralizzata e libera dallo Stato. Il GENIUS Act (luglio 2025) consente alle aziende private, sotto la supervisione statale, di emettere stablecoin. Si tratta quindi dell'istituzionalizzazione della creazione di moneta privata sotto controllo statale.

Il CLARITY Act (giugno 2025) trasferisce la supervisione sulle "crypto-commodities" dalla SEC (Securities and Exchange Commission) alla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), introducendo il paradossale concetto di "materie prime digitali". Gli asset crypto dovranno essere trattati come metalli o prodotti agricoli nelle borse merci. Una limitazione delle competenze della SEC e una riqualificazione che attribuisce artificialmente sostanza fisica a valori virtuali, creando così l'illusione di stabilità e tangibilità.

Con l'Anti-CBDC Surveillance State Act, infine, alla Federal Reserve (Fed) viene vietato di introdurre una valuta digitale di banca centrale (CBDC). Lo Stato garantisce così agli attori privati il monopolio sulle valute digitali, sebbene la Fed non avesse comunque piani per una CBDC. Questa legge è una mera dichiarazione politica, promossa da organizzazioni influenti come l'America First Policy Institute, la Blockchain Association, Heritage Action e altri gruppi di lobby crypto. Un divieto statale sulle criptovalute di stato, imposto dalla lobby crypto stessa. Qui la deregolamentazione non significa il ritiro dello Stato, ma la sua trasformazione in servo degli interessi privati.